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Cosa ti dice il cervello? | Terapia e Consulenza

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PsicoBlog | Terapia e Consulenza

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Lo psicologo nelle scuole

Mayday! Genitori

Mayday! Genitori è il nuovo servizio di consulenza (per genitori con figli dai 5 agli 11 anni) che vuole essere di supporto nel contesto e nella situazione in cui il genitore trova maggiori difficoltà nella relazione  con i propri figli.
Ad esempio, Mayday! Genitori può essere utile per migliorare:
la gestione le regole
il rapporto tra fratelli
il momento dedicato ai compiti
la comunicazione in famiglia
 
Il percorso MAYDAY! GENITORI (9 ore complessive) si articola in:
    • 1 incontro in studio per comprendere le problematiche  e  individuare gli obiettivi da raggiungere nella relazione con i figli (1h)

    • 2  sessioni di osservazione a domicilio (3h complessive)

    • 1 incontro di restituzione ai genitori in cui lo psicologo descriverà quanto emerso dall’osservazione e fornirà alcune strategie educative per risolvere  la problematica riscontrata e raggiungere l’obiettivo comune(1h)

    • 2 sessioni di monitoraggio (per verificare l’efficacia delle nuove strategie educative) a domicilio (3h complessive)

    • 1 incontro in studio per una valutazione finale del percorso (1h)

Promuovere l’AUTOSTIMA

Approccio psicologico cognitivo-comportamentale: Intervenire sull’individuo e sui suoi processi cognitivi attraverso:

Il problem-solving interpersonale: aiutare il bambino a rendersi conto che c’è un problema; a fermarsi a pensare; a decidere un obiettivo; a pensare alle soluzioni possibili; a pensare alle conseguenze di ciascuna soluzione; a scegliere la soluzione migliore; a fare un piano graduale per attuare la soluzione.

Lo stile di attribuzione: aiutare il bambino a comprendere cosa sono le attribuzioni e come tali autoaffermazioni influenzino il dialogo interno e molti altri ambiti del funzionamento psicologico.

L’autocontrollo: fornire al bambino alcuni esempi di situazioni che richiedono l’autocontrollo; parlare loro delle regole; rendere i bambini consapevoli che esistono delle convenzioni sociali (script); parlare dell’importanza di fare progetti e portarli a termine.

Le abilità di comunicazione: insegnare al bambino le abilità di comunicazione tra cui lo stile assertivo ; fornire un feedback circa l’esecuzione dell’abilità.
L’immagine corporea: aiutare il bambino a rendersi conto di come viene percepito dagli altri e delle potenziali conseguenze del suo comportamento.

Approccio psico-sociale: intervenire sul contesto attraverso tecniche collaborative di conduzione della classe(es.apprendimento cooperativo).

Il Cooperative Learning costituisce una specifica metodologia di insegnamento attraverso la quale gli studenti apprendono in piccoli gruppi, aiutandosi reciprocamente e sentendosi corresponsabili del reciproco percorso.
L’insegnante assume un ruolo di facilitatore ed organizzatore delle attività, strutturando ambienti di apprendimento in cui gli studenti, favoriti da un clima relazionale positivo, trasformano ogni attività formativa in un processo di “problem solving di gruppo”,conseguendo obiettivi la cui realizzazione richiede il contributo personale di tutti.
Il Cooperative Learning è un metodo didattico in cui gli studenti lavorano insieme in piccoli gruppi per raggiungere obiettivi comuni, cercando di migliorare reciprocamente il loro apprendimento.
Tale metodo si distingue sia dall’apprendimento competitivo che all’apprendimento individualistico; infatti nei gruppi di apprendimento cooperativo gli studenti si dedicano all’attività comune, sono protagonisti di tutte le fasi del loro lavoro, dalla pianificazione alla valutazione.
Rispetto ad un’impostazione del lavoro tradizionale, il Cooperative Learning presenta questi vantaggi:
• Migliori risultati degli studenti: tutti gli studenti lavorano più a lungo sul compito e con risultati migliori, incrementando naturalmente la motivazione intrinseca e sviluppando maggiori capacità di ragionamento
• Relazioni più positive tra gli studenti: gli studenti sono coscienti dell’importanza dell’apporto di ciascuno al lavoro comune e sviluppano pertanto il rispetto reciproco e un miglior spirito di squadra.
• Maggiore benessere psicologico: gli studenti sviluppano un maggiore senso di autoefficacia e di autostima, sopportano meglio le difficoltà e lo stress.

I cinque elementi che rendono efficace la cooperazione sono:

1. L’interdipendenza positiva, per cui gli studenti si impegnano per migliorare il rendimento di ciascun membro del gruppo, non essendo possibile il successo individuale senza il successo collettivo.
2. La responsabilità individuale e di gruppo: il gruppo è responsabile del raggiungimento dei suoi obiettivi ed ogni membro è responsabile del suo contributo.
3. L’interazione costruttiva: gli studenti devono relazionarsi in maniera diretta per lavorare, promuovendo e sostenendo gli sforzi di ciascuno
4. L’attuazione di abilità sociali specifiche e necessarie nei rapporti interpersonali all’interno del piccolo gruppo.
5. La valutazione di gruppo: il gruppo valuta i propri risultati e il proprio modo di lavorare e si pone degli obiettivi di miglioramento.

Autoefficacia

Secondo le teorie dell’apprendimento sociale (Bandura,1977)il funzionamento psicologico è il risultato di fattori personali e fattori ambientali.
Le persone acquisiscono gradualmente su se stesse opinioni che riflettono il modo in cui sono state trattate dall’ambiente sociale.Gli individui vengono a percepirsi e a valutarsi nello stesso modo in cui sono stati percepiti e valutati dagli altri ,in particolare dalle figure importanti quali i genitori.
In questo senso acquista particolare importanza il concetto introdotto da Bandura riguardante lo sviluppo dell’autoefficacia.
L’autoefficacia deriva dalla convinzione che la persona ha circa le proprie capacità di produrre quelle azioni necessarie per gestire adeguatamente le situazioni in modo da raggiungere  risultati prefissati e desiderabili.
Queste convinzioni influenzano in modo considerevole il modo in cui le persone pensano, si sentono, agiscono ed intervengono in modo particolare sulla loro motivazione.
I successi determinano fiducia nelle proprie capacità, i fallimenti indeboliscono e producono più danno proprio all’inizio di un percorso, li dove c’è meno esperienza.
Chi si considera efficace attribuisce gli insuccessi ad un impegno insufficiente o a circostanze avverse.Chi si considera inefficace tende ad attribuire il fallimento alla propria personale incapacità.

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